martedì 20 dicembre 2016

QUESTO E' IL VERO VERDICCHIO! VILLA BUCCI

La prima volta che provai questo Verdicchio fu nel lontano 2007 in una sera di inizio settembre in un ristorante di Sirolo nel Conero. Fu amore a prima vista. Sarà che siamo tutti abituati ad associare il Verdicchio dei Castelli di Jesi alla famosa bottiglia prodotta da Fazi-Battaglia (e ammettiamo che avete sempre pensato che era una vera schifezza), sarà che alla fine nel mercato italiano di larga produzione la qualità di questo vino è alquanto bassa, ma non immaginavo di trovarmi un vino così fantastico. Innanzitutto bisogna dire che il Conero e tutta la zona marchigiana producono vini fantastici e, soprattutto negli ultimi anni, hanno rilasciato vini di altissimo livello. 
Questo vino è un verdicchio in purezza, presenta un colore paglierino brillante con bellissimi riflessi sul verde. Il profumo è davvero complesso e ricco, ben strutturato e con sentori di miele, spezie, nocciole e frutta secca con un lieve finale di zolfo. In bocca è un vino corposo, forte, pieno e particolarmente persistente da lasciare la bocca piena del suo incredibile sapore. Questo vino deve essere bevuto degustando piatti di pesce, frutti di mare, crostacei, ma si adatta anche perfettamente a carni di pollo, tacchino, maiale e formaggi freschi o di stagionatura inferiore ai 18 mesi.  I vigneti da cui derivano sono di Verdicchio proveniente solo da "vecchie vigne" (40 e 50 anni) di  proprietà della Tenuta Pongelli. L'affinamento di questo vino varia da un anno a un anno e mezzo in botti di Rovere di Slavonia da 50 e 75 hl., e passa almeno un anno in bottiglia prima dell'inizio della vendita.
Il Villa Bucci deve essere servito fresco e non freddo, altrimenti stroncherete i suoi profumi e dimezzerete le qualità di questo vino. Dato che è un vino che é stato fatto invecchiare, vi consiglio di aprire la bottiglia almeno mezz'ora prima per far ossigenare il vino. Infatti il vino, affinato a lungo in botte e bottiglia, modifica la struttura dei profumi che da primari (uva e fiori) diventano secondari e terziari: spezie, erbe aromatiche, officinali, minerali, come generalmente avviene per i grandi vini rossi e il freddo chiude o blocca lo sviluppo di questi profumi. 
Alcune note sul produttore: Il produttore si occupa di agricoltura dal 1700 ed è originario di Montecarotto, uno dei Castelli di Jesi, nella regione Marche.L' Azienda Agricola ha una superficie di circa 350 ettari e una produzione diversificata: grano duro e tenero, mais, bietole da zucchero, piselli, colture da seme, girasoli. I Vigneti di Verdicchio del Castelli di Jesi DOC coprono circa 25 ettari in zona DOC Classica. Più 6 ettari di uve rosse Montepulciano e Sangiovese che rientrano nella DOC del Rosso Piceno. Si producono  circa 700/800 quintali di Verdicchio all’anno e 300 quintali di Rosso, solo con uve provenienti dai vigneti di proprietà. Inoltre si producono circa 20/25 quintali di olio d’oliva extravergine, sempre da olivi di proprietà. Nota particolarmente importante: i vitigni e gli oliveti sono coltivati solo con tecniche biologiche e da oltre 20 anni sono certificati in coltura biologica.(dal sito http://www.villabucci.com/Default.aspx).
Ricordate che questo vino ha un prezzo particolarmente alto (tra i 30 e 40 euro), ma provatelo almeno una volta, sarete senza parole per l'alta qualità di questo magnifico vino.  

Dati tecnici:
Servire a : temperatura tra i 15° C e i 18° C
Gradazione alcolica: 13,5 % vol.
Invecchiamento:  5-8 anni



Voto: 9/10
Disponibilità in cantina: Due bottiglie, esattamente una da bere e una per provare dopo 5/8 anni a gustare l'evoluzione del vino in bottiglia.



Nunc est bibendum!!!

lunedì 19 dicembre 2016

NUSSBAUMER DI TRAMIN: UN ORGASMO DI PROFUMI

Avete letto bene: ORGASMO! Ebbene questo vino è il top del top, e potrete verificarlo di persona andando in un'enoteca di alto livello. Si chiama Nussbaumer (tradotto dal tedesco: Albero di noci) ed è uno dei prodotti di altissima qualità della cantina Tramin (http://www.cantinatramin.it/) di Termeno (BZ). Questo vino è un Gewürztraminer dal colore giallo paglierino con incredibili riflessi dorati. I profumi sono un'estasi, un orgasmo multiplo con visione della Vergine. Come riportato nella scheda tecnica del produttore, Nussbaumer è un  caleidoscopio  olfattivo  di  note  fiorite  di  petali  di  rosa,  fiori  bianchi speziati  come  giglio,  ylang  ylang,  tiarè, con note  esotiche  di  frutta  gialla  matura,  melone,  mango, maracuja, buccia di limone; spezie aromatiche quali cannella, chiodi di garofano, noce moscata, zenzero e zafferano.
Questo vino si presenta in bocca corposo,  profondo,  speziato,  succoso,  con un'intensa  aromaticità  e  freschezza, e una mineralità spiccata  che  si  accentua  con  l’invecchiamento, e con un finale estremamente  persistente. Provatelo perché sarà una magnifica sorpresa, avrete speso 20 € senza pentirvene. Nussbaumer  si  accompagna  un po' a tutto, potete usarlo nei piatti di carne bianca, con i formaggi, con piatti di pesce, come antipasti, pesci grossi (tonno, spada, cernia) o semplicemente con del baccalà o dello stoccafisso. Provatelo anche con crostacei, risalterà il gusto del gamberone o dell'astice. Si abbina anche a piattimolto speziati quali pollo al curry, e piatti della cucina Thailandese. La peculiarità di questo vino bianco è che non dovete preoccuparvi se non lo bevete subito: potete tenerlo fino a 10-15 anni nella vostra collezione di vini, anche se la tentazione di berlo immediatamente è altissima!
I vigneti di Tramin si trovano a un'altitudine variabile tra 350 metri e i 550 metri s.l.m. e su un terreno composto principalmente di ghiaia calcarea e argilla, con sottofondo di roccia di  porfido. L'età delle viti è variabile dai 10 ai 40 anni e sono esposte in collina a Sud-Est per il 70 % e a Sud per il 30 %. Il clima in cui vengono coltivate presenta forti escursioni termiche dovute a giornate calde, influenzate dal clima mediterraneo, e notti fredde con venti molto freschi che giungono dal le montagne. La vendemmia avviene tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre, questa raccolta tardiva permette all'uva di sviluppare dei profumi molto intensi.  Il produttore riporta nella scheda tecnica che l’uva  è  raccolta  tutta  a  mano  e viene posta  in  piccoli  contenitori  che  la  mantengono integra. Dopo la pigiatura viene lasciata a macerare brevemente nel mosto a cui segue una pressatura soffice immediata. La fermentazione è lenta e a temperatura controllata (18°C) in piccoli contenitori d’acciaio con sfecciatura del mosto per sedimentazione naturale.  Infine le fasi di affinamento e maturazione avvengono in piccoli contenitori d’acciaio, a contatto continuo con i lieviti fino  alla  fine  di  agosto.  Dopo  l’imbottigliamento,  il  vino  è  lasciato  in  bottiglia  per  un  minimo  di  4 mesi  per  un’ulteriore  maturazione,  portando  il  periodo  di  affinamento  complessivo  ad  un minimo di 15 mesi.
Appena tornerò in Italia andrò a comprarne alcune bottiglie, questo tipo di vino non deve MAI mancare nella vostra cantina.

Dati tecnici:
Servire a : temperatura tra i 12° C e i 14° C
Zuccheri residui:  7,0 g/l
Acidità totale:  5,1 g/l
Gradazione alcolica: 14,1 % vol.
Invecchiamento:  7 – 15 anni



Voto: 10 con lode!
Disponibilità in cantina: SEMPRE!

Nunc est bibendum!!!


mercoledì 14 dicembre 2016

PURCARI 1827 PINOT GRIGIO: PROFUMI MOLDAVI

Lunedì scorso a cena a casa di amici ho avuto l'occasione di assaggiare un Pinot Grigio decisamente insolito. Sappiate che non amo il Pinot Grigio, forse perché la produzione italiana e straniera su questo vino é piu' che abbondante e spesso la qualita lascia molto a desiderare. Ebbene lunedi scorso mi sono dovuto ricredere assaggiando questo Pinot Grigio prodotto dal Chateau Purcari in Moldavia (https://purcari.md/). Il Pinot Grigio della tenuta di Purcari è un vino bianco secco, al naso si presenta fresco con sottili note di frutta. Il gusto rivela toni armoniosi di mandorle combinati con sentori di frutta. Presenta un ricco retrogusto che perdura in bocca per molto tempo. Il vino ha un aspetto luminoso, di colore dorato chiaro, al naso produce un profumo secco e fresco di frutta secca  e in bocca presenta sfumature fruttate di mela e pera con una lunga e ricca finitura.  
Ho cercato alcune informazioni storiche su questa cantina e i loro vini. La tenuta Purcari iniziò a produrre vini nel 1827. Dopo la conquista russa della Bessarbia che concluse il dominio ottomano, la produzione di vino fiorì in tutta la nazione. Il piccolo villaggio di Purcari produsse ottimi vini che furono esposti nel 1847, e furono apprezzati dai vari intenditori per il bouquet delicato e denso. Nel 1878 il Negru de Purcari fu presentato al Salone Mondiale di Parigi. Qui fu "scambiato" per un famoso Bordeaux, e i giudici rimasero sorpresi nel sentire che il vino assaggiato proveniva da un piccolo villaggio nella sconosciuta Moldava. Nel corso del XIX secolo questi vini trovarono facilmente mercato in Inghilterra e Russia come vini da pranzo delle famiglie reali. Quindi la tenuta Purcari da quasi duecento anni si diletta nella produzione di ottimi vini.
Ma torniamo a parlare del Pinot grigio che consiglio vivamente di provarlo. Usate un bicchiere Renano, vi permetterà di apprezzarne ogni profumo. Gustatelo con dei formaggi stagionati o semplicemente con una polenta con i rognoni.  Se potete provate ad acquistare on-line una cassa. Questo vino bianco potete tenerlo nella vostra cantina al massimo per due anni. Io ho assaggiato l'annata 2015 ed era davvero eccezionale.

Dati tecnici:
Uvaggio: Pinot Grigio
Gradazione alcolica: 13% Vol.
Servire a: Temperatura variabile tra 12° e 14°



Voto: 8/10 (tecnicamente un pinot grigio insolito!)
Disponibilità in cantina: Cercate di sorprendere gli amici con un vino simile. Sarà una vera e gradevole sorpresa!


Nunc est bibendum!!!

ESPLORIAMO I TERROIRS ITALIANI: LIGURIA

La Liguria è la terra in cui sono nato e dove ho vissuto fino a poco fa. Tutti sanno che è una terra difficile, dove le popolazioni sono chiuse da una parte dalle montagne e dall'altra dal mare. La superficie regionale é principalmente ricoperta da foreste di castagni, querce, tigli, betulle e altri tipi di alberi (questa superficie ricopre oltre il 70% del territorio) con montagne che vanno dalle Alpi Marittime e Liguri all'Appennino. Molto ridotto è il territorio collinare e la pianura, mentre il resto è praticamente montagna. Per queste caratteristiche la Liguria non ha una gran vocazione vitivinicola come Veneto o Piemonte, ma si distingue per i suoi pochi vini di eccellenza, frutto di anni di lavoro e miglioramento continuo.
Partiamo dai vitigni a bacca bianca che sono anche i più' numerosi. Sono presenti:
  • Vermentino, vitigno coltivato in tutta la regione, ma presente anche in Sardegna e Toscana. E' un vino DOC e il vino prodotto é fresco, acidulo. Caratteristica particolare é che il vermentino del ponente é un vino con carattere, profumato ma con forti note minerali, e a mio parere é il migliore. Mentre a levante, a causa del terreno differente, risulta solo con note fruttate, ma tecnicamente senza carattere;
  • Pigato, vitigno autoctono (clone del Vermentino) coltivato nella Riviera di Ponente. Per me é la punta di diamante della Liguria. Il Pigato permette di avere vini freschi, di buona ed eccellente struttura con aromi di erbe aromatiche;
  • Bianchetta Genovese, vitigno autoctono coltivato nelle valli del Genovesato e nel golfo del Tigullio, questo vitigno caratterizza i vini bianchi della val Polcevera, freschi, molto aciduli e poco corposi;
  • Bosco, coltivato nel Levante ligure, viene utilizzato per la creazione dei vini DOC Cinque Terre e Cinque Terre Sciachetrà;
  •  Albarola, presente nella riviera Levante, viene usata usata in uvaggio col Bosco per le DOC di Cinque Terre e Sciachetrà;
  • Lumassina, coltivata nel Genovesato e nel Savonese, vino fresco e leggermente profumato, ideale come vino da aperitivo;
  • Moscato, coltivato nel golfo del Tigullio e facente parte della DOC Golfo del Tigullio Moscato;
  • Rollo, coltivato nel Genovesato.
Per quanto riguarda i vitigni a bacca rossa abbiamo:
  • Rossese, coltivato a Dolceacqua e nella Riviera di Ponente, il cui vino è un rosso di medio corpo con aromi di frutta e spezie.
  • Rossese Ingauno,  ben diverso dal Rossese di Dolceacqua, le uve sono molto diverse dalle compagne presenti nel sanremese, si presenta un vino quasi rosé, colore rosso rubino chiaro, profumo delicato con sapore asciutto, aromatico, morbido;
  • Ormeasco, è semplicemente  un clone del Dolcetto piemontese, e viene coltivato nella stessa zona del Rossese.
  • Granaccia, coltivata nella zona di Quiliano nel Savonese, è un clone dell'Alicante e della Grenache Noir, nonché del Cannonau sardo;
  • Ciliegiolo principalmente coltivato nelle zone del levante ligure;
  • Sangiovese;
  • Barbera;
  • Vermentino a bacca rossa;

Questi vini si possono adattare a qualsiasi piatto, anche se il loro abbinamento migliore avviene con i piatti della cucina ligure (capponmagro, stocafisso alla genovese, cima alla genovese, coniglio alla ligure e molti altri piatti). Da considerare inoltre che di alcuni vini vengono prodotte le versioni frizzanti. La mia preferita è la Lumassina frizzante!

Vigneti alle Cinque Terre (Prov. di La Spezia)

Vigneti di Rossese di Dolceacqua ad Arcagna (Prov. di Imperia)

Nunc est bibendum!!!

lunedì 5 dicembre 2016

UN GRAN ROMPICAPO: QUALE CALICE PER QUALE VINO?

Per gustare il vino è assolutamente necessario usare il bicchiere adatto. Quando vedo la gente bere il vino nei bicchieri da acqua (i classici cilindrici) divento isterico. Per fare un'analogia su quale sacrilegio rappresenta per me l'uso del bicchiere sbagliato io lo comparo a un piatto di tagliatelle al tartufo con sopra il ketchup!
Sappiamo che i vini sono di molti tipi e particolarmente eterogenei, e vi sono migliaia di tipologie di bicchieri per il vino. Io generalmente mi limito a usarne solo un limitato numero, altrimenti si va fuori di testa (e di portafogli). Investite nel vino, e limitate l'acquisto di bicchieri al massimo verso una decina di tipi, non oltre.
I bicchieri da vino possono variare per il colore del vino (bianco, rosso o rosato), per la struttura, per la presenza di tannini, per il grado di invecchiamento, per la tipologia e per i profumi rilasciati.
Partiamo a una serie di considerazioni da ricordare quando dovete scegliere il bicchiere per il vostro vino:
  • il bicchiere deve essere di vetro incolore, con lo stelo e preferibilmente di cristallo o di vetro sottilissimo (vanno bene anche quelli in vetro che potete trovare all'IKEA);
  • deve avere una determinata capienza per poter poter contenere la giusta quantità di vino che permette lo sprigionarsi dei profumi.
Se il calice si restringe nella parte superiore permette una maggiore concentrazione dei profumi (ottimo per vini rossi giovani o per vini bianchi). Mentre se il calice presenta una ampiezza maggiore, una forma panciuta e larga permette un maggior contatto del vino con l'ossigeno, questo tipo di bicchiere consente di cogliere al meglio il bouquet nei grandi vini rossi (ad esempio Chianti, Amarone, Barolo o Barbaresco).
Se invece si bevono vini fortificati, liquorosi come Marsala, Sherry (Jerez), vini maderizzati o Porto, allora i bicchieri adatti sono quelli piccoli che restringono verso l’alto per conservare meglio gli aromi (Tulipano piccolo, Sautern).
Se il vino che beviamo è giovane,  delicato o aromatico (Pigato, Vermentino, Cortese) allora si consiglia un bicchiere da vino dall’imboccatura stretta (Tulipano) , in modo da non disperdere gli aromi e tenerli catturati all'interno del bicchiere. Per bianchi più complessi l'ideale è il Renano. Se invece avete tra le mani vini corposi rossi, belli tosti, complessi e invecchiati, allora il bicchiere da vino migliore è quello con una imboccatura larga per far ossigenare il vino e per goderne pienamente le caratteristiche olfattive del vino (Ballon, Grand Ballon), per vini rossi giovani io preferisco sempre un bicchiere Borgogna.
Usate invece la coppa per spumanti dolci e aromatici (Moscato frizzante o Bracchetto d'Acqui). 
Io sono uno di quelli che DETESTA il flute, c'è chi pensa che sia un ottimo bicchiere per godere del perlage del vino: TUTTE BALLE!! Consiglio un bicchiere a stelo lungo ideale per vini bianchi, perché anche i vini spumanti hanno profumi che devono essere apprezzati.

Altra cosa decisamente importante è come tenere in mano il vino: dall'impugnatura si capisce già chi si ha davanti. Il calice si tiene dallo stelo e non dalla coppa, altrimenti rischiate di scaldare in vino alterando i suoi magnifici profumi.

Comunque riporto una piccola immagine che descrive l'associazione bicchiere-vino.
Nunc est bibendum!

venerdì 2 dicembre 2016

AZOBE' CANTINA PIONA. UN AMORE AL PRIMO ASSAGGIO

L'incontro tra il sottoscritto e la cantina Piona (http://www.albinopiona.it/it/) avvenne l'11 luglio 2015, ed esattamente a Custoza dove mi stavo recando col mio collega Roberto per vedere il concerto dei Litfiba al Castello Scaligero di Villafranca di Verona. Prima del concerto nel pomeriggio io e Roberto ci eravamo dedicati a un giro di degustazione di alcune cantine. Durante la degustazione di tutta la linea di vini del produttore non avevo ancora identificato un buon vino, poi come tre ultimi vini mi avevano proposto Campo Massimo Merlot, Campo Massimo Corvina e Azobé, Tutti e tre i vini erano eccellenti, ma quello che più mi trafisse il cuore (e il palato) fu proprio l'Azobé. Un perfetto connubio di sapori e profumi derivanti da un incredibile cuvée di Corvina e Merlot.
Questo vino è stato il mio cavallo di battaglia a molte cene, di cui una recentemente con i colleghi inglesi dove ho preparato un risotto alla zucca e salvia e un magnifico brasato al Barolo.
Il vino è pieno e ricco, di colore rosso rubino, all'olfatto è vellutato e rilascia profumi di viola, prugna e un leggero sentore di spezie e tabacco. Al gusto è rotondo, pieno e caldo, con un finale vanigliato nel naso e nella gola. In casa ho le annate 2008 e 2009. Sono vini che devono essere invecchiati, col tempo rilasciano la loro parte migliore. Da servire a circa 18-20 gradi centigradi. Possibilmente da aprire almeno 1-2 ore prima, considerando le annate è necessario che il vino riprenda ossigeno per dare il meglio di sé.
P.s. Questo vino ha un prezzo ottimo, considerata l'alta qualità e il lungo processo di lavorazione. Andare in cantina da Piona a Custoza e gustate Campo Massimo Merlot, Campo Massimo Corvina e Azobé, sono sicuro che farete ritorno a casa almeno con una cassa di vino!!

Dati tecnici:
Uvaggio: migliori uve di Corvina 90% , Merlot 10%.
Suolo: Colline Moreniche.
Sistema vigneto: cordone speronato, Guyot.
Vinificazione: Breve appassimento 15/20 giorni. Macerazione e fermentazione a temperatura controllata, con ripetuti rimontaggi e “delastages”. Svinatura. Fermentazione malolattica. Maturazione in Tonneaux  da 500 litri per 24 mesi, con finale affinamento in bottiglia di almeno 6 mesi.
Gradazione alcolica: 13% Vol.






Voto: 9.5/10 (tecnicamente uno dei migliori della mia cantina!)
Disponibilità in cantina: Sempre e almeno 6 bottiglie. Crepi l'avarizia!!!

Nunc est bibendum!!!

mercoledì 30 novembre 2016

NUNC EST BIBENDUM!

Vi chiederete perché alla fine di ogni post scrivo "Nunc est bibendum". Bene... questa locuzione latina tradotta letteralmente, significa  "Ora si deve bere". Tale locuzione è tratta da un verso di Orazio presente nelle Odi (I, 37, 1), e aveva il fine di riprendere il celebre verso del poeta greco Alceo "νῦν χρῆ μεθύσθην" (Nyn chrê methysthēn), ed esattamente "Ora bisogna ubriacarsi"  presente nel frammento. 332 V. In Orazio la frase completa riportata è "Nunc est bibendum, nunc pede libero pulsanda tellus" che tradotto significa "Ora bisogna bere, ora bisogna far risuonare la terra con libero piede" (ergo darsi alla pazza gioia). Orazio nel suo verso celebra la morte di Cleopatra, con un brindisi col calice colmo di vino (e non acqua!!). Invece nel verso di Alceo, il brindisi era dovuto alla gioia del poeta in seguito alla morte del tiranno Mirsilo di Mitilene.

Statua di Ovidio a Sulmona
Pertanto, cari amici: NUNC EST BIBENDUM!!

LEPORELLO, VERSA IL VINO, ECCELLENTE MARZEMINO! (FIRMIAN MEZZACORONA)

Il Marzemino è un vitigno autoctono italiano che comparse in Italia intorno al XV secolo nelle aree di Brescia e Padova e diffuso in seguito anche in Friuli, è oggi particolarmente coltivato in Trentino (esattamente si coltiva la varietà "Marzemino Gentile") nelle zone di Isera e Volano, ma sono presenti molte coltivazioni anche in Lombardia (area bresciana del Garda) e in Veneto (nel veronese) dove viene utilizzato per altri vini, quali il Chiaretto e il Bardolino. I grappoli hanno dimensioni medio-grandi e raggiungono la piena maturazione tra la fine settembre e i primi di ottobre. In Trentino è coltivato in particolare nelle aree più vocate della Vallagarina. E' un vino molto gradevole per la caratteristiche di frutti rossi e la sua eleganza, un vino ideale da bere sia giovane che invecchiato.
Il Marzemino viene citato anche da Mozart nell'opera del Don Giovanni per la sua eccellenza nella quindicesima scena del secondo atto, dove Don Giovanni, noto seduttore, si fa preparare un gran banchetto esortando il proprio servitore: "Leporello, versa il vino, eccellente Marzimino!".
Ho gustato questo vino sabato 26 novembre durante una cena con Giuliano, dopo il mio arrivo in Italia. Avevamo deciso di aprire il Marzemino Castel Firmian di Mezzacorona annata 2012 (chi fosse interessato a questi vini può cercare su http://www.mezzacorona.it/it/prodotti). E' stato aperto mezz'ora prima per permettere una buona ossidazione del vino. Il Marzemino Castel Firmian ha colore rosso rubino intenso, e girandolo nel bicchiere presenta orli violacei e densi. Il suo gusto è ricco, armonico e decisamente morbido. I profumi rilasciati sono di frutti di sottobosco, con sentori di viola e mandorla tostata. In bocca invece è grintoso e forte, pieno nel palato.
L'abbinamento alimentare è stato un buon piatto di tagliatelle all'uovo fresche con burro e scaglie di tartufo bianco d'Alba, con un seguito di forma di formaggio e dell'ottimo crudo di Parma. L'abbinamento è stato davvero eccezionale! 
Questo vino è da consumare a temperatura ambiente.

Dettagli tecnici
Gradazione alcolica: 12,5 % vol.
Vinificazione: vinificazione classica “in rosso” con macerazione e fermentazione sulle bucce a temperatura controllata (24-26°C).

 VOTO: 8/10
Disponibilità cantina: mai più senza!
Nunc est bibendum!




UN PIGATO...DELUDENTE

Il Pigato è il vitigno ligure che più amo, subito dopo a livello di preferenza c'è la Lumassina.
Il suo nome deriva dal latino picatus, ovvero impeciato, che ricondurrebbe alle piccole macchie presenti sulla buccia bianca degli acini. Il Pigato giunse nel Medioevo in territorio ligure dalla Grecia, esattamente da una delle colonie genovesi nel Mediterraneo orientale. Il vitigno Pigato, a bacca bianca, è una varietà di Vermentino. I migliori pigato sono generalmente coltivati in collina a una altitudine di almeno 300 m sul livello del mare, in un ambiente prossimo alla costa ma che permette una escursione termica notturna, favorendo la creazione dei profumi noti di questo vino ligure.
Durante una cena con dei colleghi avevo fatto una gran quantità di spaghetti con la bottarga, e nonostante la gran quantità, nulla è avanzato. Come abbinamento a tale piatto avevo deciso di utilizzare una bottiglia di Pigato annata 2015 prodotto dal sanremese "Podere Grecale". Premesso che il 2015 è stato un anno fantastico per tutti i vini italiani, questa volta il vino assaggiato mi ha deluso. Sarà che sono abituato al Pigato di Punta Crena (produttore di Varigotti, in provincia di Savona),  ma le caratteristiche, il profumo e il gusto di questo vino li ho trovati alquanto scialbi!  Il colore è giallo paglierino con riflessi verdognoli, tecnicamente i profumi sono troppo fini e deboli, nonostante la caratteristica floreale sia presente ma troppo poca per essere un Pigato. Ha un gusto fresco e sapido, il retrogusto naso-bocca è quasi inesistente per poter dare un buon giudizio. Servitelo a circa 12-14 gradi centigradi, ricordatevi che se è troppo freddo, il Pigato non rilascia i suoi magnifici profumi.

Dettagli tecnici
Gradazione alcolica: 13 % vol.
Acidità totale:  6 g/l
Vinificazione: pigiatura soffice con breve macerazione a freddo, fermentazione a temperatura controllata
Affinamento: sulle fecce fini in acciaio per almeno 5 mesi e fino all’imbottigliamento

VOTO: 5.5/10
Disponibilità cantina: cercate altri produttori, o almeno aspettare le nuove annate, sperando che il produttore con gli anni futuri abbia delle produzioni migliori.

Nunc est bibendum!

KERNER, MY BELOVED

Il Kerner, come la maggior parte dei vini altoatesini, è una delle mie principali passioni. Il nome non inganna, e' un vitigno di origine tedesca che deriva da un incrocio di ben due famosi vitigni: Schiava e Riesling. Questo vitigno venne creato a Weinsberg (Germania) intorno al 1930 e predilige i terreni leggeri, ghiaiosi e sabbiosi dei pendii elevati che presentano una buona esposizione al sole. La Valle Isarco rappresenta uno dei migliori habitat per questo vitigno. Le uve vengono generalmente fatte maturare fino a tardi, ottenendo un vino corposo e saporito, ricco di gusto e profumi. Mi è capitato recentemente di bere questo vino insieme a una cena con i colleghi, e come sempre ne sono rimasto sorpreso per la qualità. Il colore si presenta giallo paglierino con leggeri riflessi verdognoli, emana un profumo fresco, intenso e aromatico. In bocca presenta un'acidità equilibrata, con caratteristiche aromatiche leggere di pesca, albicocca e fiori di sottobosco, con una nota leggermente moscata.
Questo vino può invecchiare dai 3 ai 5 anni (se considerate le versioni riserva "Aristós" del produttore potete andare ben oltre), oltre si rischia una perdita del profumo pungente del vino stesso. Servitelo freddo, a una temperatura di circa 8 gradi centigradi.
L'abbinamento di piatto fatto per questo magnifico vino durante la mia cena é stato con un salmone al cartoccio con patate, funghi champignon e asparagi con timo, salvia, rosmarino e una noce di burro salato.


Dettagli tecnici
Gradazione alcolica: 14 % vol.
Zuccheri residui: 3,9 g/l
Aciditá: 6,5 g/l

VOTO: 7.5/10
Disponibilità cantina: cercate di averne uno per stupire gli amici con un buon vino

 Nunc est bibendum!

giovedì 10 novembre 2016

LÁGRIMA FERREIRA - PORTO BIANCO

Tutti conosciamo il Porto, vino liquoroso prodotto nella regione nord del Portogallo da uve provenienti dalla regione del Douro. Il vino prende il nome dalla città di Porto, sita a circa 100 chilometri a ovest della zona di produzione delle uve. A Porto, esattamente nella "Ribeira" (sita lato meridionale dell'estuario del Douro) si trovano differenti cantine che ricevevano un tempo, tramite trasporto fluviale, le botti di vino da trattare.
Ciò che rende il Porto così speciale nel gusto è un elemento del processo di lavorazione. Questo elemento è fermentazione incompleta, fermata a un primo stadio tramite l'aggiunta di alcol vinico (l'alcol vinico si ottiene dalla distillazione del vino ed è composto da circa il 77% di alcol). Il porto risulta dolce perché presenta un alto residuo zuccherino dell'uva che l'aggiunta di alcol vinico ha permesso grazie alla mutizzazione. Si dice anche "vino fortificato", proprio perché l'introduzione di alcol "fortifica" la struttura nella produzione del prodotto finito.
Principalmente sono presenti sette tipi di porto: 
  • Base;
  • Bianco;
  • Ruby
  • Tawny;
  • Tawny invecchiato;
  • Colheita;
  • LBV(Late Bottled Vintage);
  • Vintage, (il più pregiato). 
Il Porto, a differenza dei classici vini, viene da un insieme di differenti produttori e la vinificazione di ogni produttore presenta delle differenze. Bisogna considerare inoltre che il Porto non cambia nel gusto da un'annata all'altra (esiste una variazione ma è impossibile da percepire), proprio perché i produttori ogni anno cercano di ottenere un prodotto analogo sia nel sapore che nei profumi, possibilmente identico al Porto prodotto negli anni passati. Vi chiederete: ma come fanno? Semplicemente (si fa così per dire...)  mischiando il nuovo Porto con il vino di altre annate, lavoro che richiede molto tempo e molta esperienza. Solo le tipologie Colheita, LBV e Vintage presentano caratteristiche leggermente diverse nelle varie annate per le loro caratteristiche date principalmente dallo sviluppo del vino nel tempo in bottiglia.

Ma torniamo alle nostre esperienze, ed esattamente al porto "Lágrima" della cantina Ferreira (che visitai nell'aprile 2015 a Porto). Il Lágrima è un Porto bianco che presenta molte peculiarità. In seguito alle caratteristiche delle uve, il porto bianco spesso è secco, questo invece si presenta molto dolce e per questo è particolarmente noto e unico. Il gusto è pieno e in bocca esalta un bouquet di fiori di acacia e miele. Ha un colore giallo paglierino e rilascia profumi freschi, con sfumature di fiori e frutta candita. Il vino presenta un gusto complesso e ricco dato dall'affinamento in botte (caratteristica tipica del Porto). Può essere servito con dolci e dessert, ma la sua perfetta affinitá la trova con il caramello al sale, le noci e la frutta secca.

Dettagli tecnici:
  • Alcol: 19,5%
  • Acidità totale: 3,39 g / l (acido tartarico)
  • Zucchero: 139,5 g / l
  • pH: 3,37



Nunc est bibendum!

DEGUSTAZIONE TRA AMICI...

Visto che alcuni vini (soprattutto bianchi) devono essere bevuti entro un certo periodo, abbiamo pensato di organizzare una serata di degustazione tra amici. Il numero massimo di invitati dovrebbe essere circa 14, in modo tale da permettere di bere differenti bottiglie senza essere piegati come dei ganci. Nella cantina ci sono alcuni vini che dovranno essere bevuti presto per poter goderne il massimo del gusto e del profumo. 
Ecco la lista:
  1. Chardonnay Blanc de Blanc - Il Montú metodo classico. Anno 2013 (Oltrepo Pavese, Lombardia)
  2. Vermentino - La Vecchia cantina. Anno 2014 (Albenga)                       
  3. Chardonnay Antichi Poderi Gallina . Anno 2013 (Neive, Langhe)
  4. Traminer Ornella Molon. Anno 2013 (Campo di Pietra, Treviso)
  5. Nosiola Firmian . Anno 2013 (Mezzacorona, Trento)
  6. Pigato La Vecchia cantina. Anno 2014 (Albenga)
  7. Cortese Cantina di Nizza. Anno 2013 (Nizza Monferrato, Langhe)                       
  8. Torbato Sella & Mosca. Anno 2014 (Alghero, Sardegna)                       
  9. Custoza Biologico Cantina di Custoza. Anno 2015. (Custoza, Veneto)
  10. Timorasso Cascina San Leto. Anno 2011 (Costa Vescovato, colli tortonesi, Piemonte)
  11. Blanc de Morgex et de la Salle. Anno 2013 (Morgex, Valle d'Aosta)
  12. Gewurztraminer Dominikus. Anno 2013 (Caldaro, Alto Adige)
  13. Pinot Bianco Girlan Plattenriegl. Anno 2013 (Cornaiano, Alto Adige)
  14. Friulano Cantina Traverso. Anno 2014 (Prepotto, Friuli Venezia Giulia)
  15. Gold Muskateller (o moscato giallo) Cantina di Cortaccia. Anno 2015 (Cortaccia, Alto Adige)
  16. Vermentino Cantina Durin. Anno 2014 (Ortovero, Savona)
  17. Kerner Valle Isarco. Anno 2013 (Chiusa Val Gardena, Alto Adige)
  18. Sylvaner Valle Isarco. Anno 2012 (Chiusa Val Gardena, Alto Adige)
  19. Prosecco Signoria dei Dogi. Anno 2013 (Valdobbiadene, Treviso)
  20. Riesling dell'Oltrepo' pavese Il Montú . Anno 2013 (Oltrepo Pavese, Lombardia)
 Naturalmente bisogna poi stillare la lista degli alimenti da associare ai vini. Accetto suggerimenti, anche se ho già qualche idea in merito. La scriverò nei prossimi giorni... '

Nunc est bibendum!

mercoledì 9 novembre 2016

MERLOT HUBERFELD - CANTINA SAN PAOLO APPIANO

Inutile negarlo, anche se lo scoprirete leggendo in futuro questo blog: amo i vini altoatesini!!! La qualità che ogni volta ricercano, anno dopo anno, é sempre ad altissimi livelli. 
Così  la scorsa settimana, durante una serata tranquilla, ho aperto una bottiglia di Merlot insieme a Giuliano. Esattamente un Merlot annata 2012 della Cantina di San Paolo Appiano. (per ulteriori informazioni sul produttore si può andare sul sito https://www.stpauls.wine/it ).
Il vino era fantastico, l'ho aperto un'ora prima in modo tale da permettere al vino di prendere ossigeno e liberare gli aromi. Corposo e intenso, pieno e profumato. Di colore rosso porpora, con profumi di frutti rossi e un lieve sentore di tabacco, dato dall'invecchiamento in botte di rovere e barrique. Lo abbiamo gustato con una semplice (ma ottima) lasagna e un purè di patate fatto in casa (vista la disponibilità del frigo quella sera), ma naturalmente si può abbinare a carne e formaggi stagionati. 
La scheda tecnica del vino la potete trovare al seguente link  https://www.stpauls.wine/img/weinbriefe-it/merlot-huberfeld-it.pdf

VOTO: 8/10 
Disponibilità cantina: da avere SEMPRE almeno una bottiglia

Nunc est bibendum!

domenica 6 novembre 2016

BENVENUTI

Ciao a tutti!
Sono Paolo, un ricercatore scientifico che passa il tempo libero a "ricercare" il vino migliore nelle cantine, mentre Giuliano è un gioielliere che vede la bellezza non solo nei gioielli, ma nella condivisione del buon vino con gli amici e nella convivialità.     
Siamo due golosi e abbiamo una buona capacita' nell'abbinare ottimi piatti a dei vini decisamente magnifici.Dopo anni passati a bere e a gustare il vino insieme ai nostri amici, io e Giuliano abbiamo pensato di creare questo blog per condividere le nostre scelte sui vini e sui relativi abbinamenti ai cibi, parlando con voi di tutto ciò che gira attorno a questo mondo.
Vi mostreremo la nostra cantina, quello che contiene (abbiamo un enorme patrimonio!) e ciò che prossimamente berremo o acquisteremo nelle cantine d'Italia (e non solo).
Descriveremo le nostre scelte e anche delle ricette che potranno interessarvi e che, soprattutto, potrete provare a casa vostra,  assolutamente da condividere con gli amici e con chi amate!
Accettiamo volentieri tutti i vostri suggerimenti, oltre ovviamente alle vostre critiche costruttive che ci permetteranno di crescere tutti insieme...divertendoci.

Nunc est bibendum!